L'Essere Umano è formato da due parti : un' Essenza propria, non acquisita, che esiste prima della nascita e una personalità che si acquisisce dopo la nascita.
Mentre l'Essenza è innata e rappresenta la reale individualità dell'essere, la personalità si costruisce giorno dopo giorno dal momento della nascita fino a quello della morte. Tutto quello che impariamo: da come fare i primi passi ai movimenti più complessi; dalle singole lettere dell'alfabeto alla vasta conoscenza offerta all'uomo; dalle semplici norme di comportamento sociale alla morale del luogo dove siamo e del tempo in cui viviamo...Tutto questo entra a far parte della nostra personalità e ci accompagna ogni singolo momento della nostra esistenza qui sulla Terra. La personalità è infatti della Terra, ma l'Essenza No. L'Essenza appartiene ad un piano differente, essa à eterna e, secondo la teoria della reincarnazione, ritorna, vita dopo vita, a "vestirsi"dei panni di una differente e nuova personalità.
Quindi, se io volessi sapere veramente "chi sono io" dovrei cercare la mia Essenza e non certo basarmi sulla mia personalità che è effimera e transitoria, Il reale problema però è che l'Essenza, tanto forte e presente alla nostra venuta al mondo, e ancora evidente nei primi anni dell'infanzia, man mano che viene circondata dalla nuova personalità che si sta formando, diventa sempre più inaccessibile e misteriosa. Quando giungiamo all'età di 17 anni, nella maggior parte dei casi, già non c'è più un reale contatto con la nostra parte essenziale e quello che rimane è la Personalità acquisita che ha, letteralmente, espropriato il posto di comando all'unico padrone legittimo della nostra vita.
Così proseguiamo la nostra esistenza accumulando informazioni di varia natura. Ma non solo impariamo e accumuliamo nelle nostre "banche dati" ciò che incontriamo nel nostro percorso di vita, cominciamo a creare degli "schemi di risposta" , incaselliamo ogni singola situazione e proponiamo a noi stessi, in maniera del tutto automatica, risposte uguali a stimoli e situazioni simili. Proponendo sempre lo stesso "modus operandi" non facciamo che perpetuare, lungo tutta la nostra esistenza, un unico e sempre uguale copione che ci porta a ripetere e ripetere e ripetere ancora gli stessi errori. Una persona ci tocca il tasto "A" e noi rispondiamo "B". Sempre, perennemente, in modo meccanico. Senza neanche renderci conto di quello che sta accadendo.
E questo è inevitabile finché siamo sotto il potere della nostra personalità acquisita. Essa non può fare altro, non può creare, né trovare nuove soluzioni, può solo prendere modelli imparati e applicarli alle situazioni più assomiglianti (come un gigantesco ed efficacissimo computer).
E' l'Essenza, con le sue potenzialità e con la capacità creativa e inventiva, che può realmente vedere oltre le apparenze del mondo e trovare nuove soluzioni e possibilità, dove una macchina non vedrebbe che schemi operativi.
La vera intelligenza fa parte dell'Essenza; la vera creatività fa parte dell'Essenza; il vero Amore fa parte dell'Essenza; la pura Volontà fa parte dell'Essenza... Ma quei sottoprodotti che utilizziamo nella maggior parte della nostra vita sono solo brutte e scadenti imitazioni di qualcosa di reale e puro.
Così, vedete, la personalità ha bisogno dell'Essenza (anche se ancora non lo sa). Ma anche l'Essenza ha bisogno della Personalità: senza tutte quelle nozioni acquisite non potrebbe svilupparsi se non entro un certo limite, e resterebbe "immatura". Lo sviluppo dell'Essenza, la nostra reale evoluzione interna, richiede anche un armonico sviluppo della personalità. Perciò il primo lavoro è proprio su quest'ultima, il primo richiamo è rispetto a questa cosa posticcia e falsa che si esprime in continuazione mediante la menzogna automatica, il sospetto, l'orgoglio, il fare conti interni, la presunzione, il sonno, l'ipnosi collettiva. Questa "cosa" a cui normalmente diamo il nome di io, usurpandolo al vero Io che è l'Essenza, deve essere prima rieducato, pulito, raffinato nella sua struttura, di modo che possa permettere a ciò che è autentico di emergere. Bisogna fare spazio, cominciando dalla nostra mente, perché qualcosa di superiore possa esprimersi. Perché se la Personalità è della Terra, la nostra Essenza è dei pianeti, e anche più in alto.
La nota storia Zen della tazza piena, ci insegna che non si può aggiungere niente a qualcosa che è già pieno. Se prendo una tazza di the colma di liquido e desidero versare altro the, quello che otterrò sarà solo un tavolo molto bagnato. Bisogna svuotare, pulire, togliere il superfluo e il dannoso, prima che la personalità sia pronta ad accogliere e a servire l'Essenza. Per usare le parole del Dott. Livio Vinardi: "Bisogna mettere in ordine la casa, prima di ospitare qualcuno ".
Tutte le discipline evolutive si pongono come fine l'unione tra personalità e Essenza, di modo che questa ultima prenda il comando dell'individuo e usi le conoscenze acquisite dalla personalità per raggiungere lo specifico scopo che le è proprio. Lo scopo per cui ci siamo incarnati su questa Terra, di cui solo l'Essenza può essere cosciente.
Nello Yoga, ad esempio, si vuole raggiungere questa "unione". Attraverso la disciplina la capacità di controllo del corpo prima e poi delle emozioni e della mente. Le asana sono posizioni che lavorano su plessi nervosi e energetici e promuovono una grande scarica, pulizia, di energie congeste; e una grande carica, di energie nuove. Il lavoro sul corpo deve essere accompagnato da un corrispondente lavoro sulla parte interna emozionale, con la trasformazione delle emozioni negative attraverso un reale e puro movimento devozionale, e sulla parte mentale, attraverso il controllo della mente, con la capacità di indirizzare l'attenzione e concentrare il pensiero. Questo richiede, per essere fatto correttamente, anni di dura e costante pratica, di sforzo continuo e volontario. Perché se l'essere meccanici è semplice e non costa apparentemente nulla (in realtà costa la nostra libertà) il progredire richiede molto, come una persona che vuole risalire la corrente di un fiume che lo porta verso il basso e si deve impegnare ogni istante a non farsi trascinare giù a valle.
Cinzia Lippolis - Associazione Anahata/Yoga BPE